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L'Associazione Progetto Quadrifoglio Onlus-Aiutiamoli a Crescere è stata costituita nel novembre 2011 da un gruppo di persone facenti parte della CVX-LMS (Comunità di Vita Cristiana-Lega Missionaria Studenti) a supporto del Progetto Quadrifoglio, nato nel 2001. (vedi Chi Siamo)

I padri Vitangelo Denora s.j.  e Massimo Nevola s.j. si erano precedentemente recati nella cittadina di Sighet a Nord della Romania a loro nota per aver dato i natali a Elie Wiesel premio Nobel per il libro "La Notte", che racconta lo sterminio della numerosa comunità ebraica avvenuto in quella cittadina nel 1944. I due Gesuiti ebbero un impatto scioccante nel constatare la situazione sociale, soprattutto la condizione dell'infanzia abbandonata che trovava nelle fogne e nella droga "aurolac" rifugio e stordimento dal freddo e dalla fame. Nacque in loro il sogno ambizioso e coraggioso di dare il calore di una famiglia ad alcuni di questi bambini, grazie all'aiuto di molti benefattori e all'impegno di tanti ragazzi. Dal 2001 ad oggi si sono rrealizzate tre case famiglia dove sono accolti minori assistiti da tre coppie di genitori.

LETTERA AI BENEFATTORI - LETTERA AI BENEFATTORI - LETTERA AI BENEFATTORI

Associazione italo-rumena “Il Quadrifoglio”

Il Presidente

 

Roma, 17 novembre 2014

 

Carissimi amici e benefattori,

tra poco più di un mese celebreremo il Natale del Signore. Come consuetudine, vi scrivo per informarvi sull’evoluzione in atto a Sighet con le nostre case-famiglia ed invitarvi a sostenerci in questa nuova, delicata fase in cui siamo entrati. Vi sono delle novità consistenti che riguardano innanzitutto i ragazzi.

Abbiamo avviato ad un regime di semi-autonomia ben cinque di loro che si son cresciuti in Casa 2: Andrei, Andrea, Marianna, Mihai e Ioana. Quest’ultima ci ha dato tante belle soddisfazioni: Ioana infatti ha raggiunto ottimi risultati scolastici e, siccome lo merita, l’abbiamo iscritta alla facoltà di diritto  a Cluj.  Marianna e Mihai  hanno lasciato a metà ottobre la Casa famiglia per andare a vivere in un appartamento dell’Associazione in cui dovranno praticamente cavarsela da soli: entrambi lavorano, l’Associazione non farà pagare loro né l’affitto né le bollette e vigilerà sulla loro capacità di autogovernarsi. Andrea lavora anche lei, è fidanzata con un ragazzo molto bravo, lavoratore benché di modeste condizioni sociali: entro il prossimo 2015 hanno in progetto di sposarsi e vivere insieme in un mini appartamento per l’acquisto del quale stanno già risparmiano tutto ciò che possono e in questo sono ammirevoli. Andrei è il più fragile dei cinque per tenuta psicologica, abitudine ai ritmi del lavoro (incostante nella macelleria dove già lavora Mihai), amicizie che spesso non lo aiutano a crescere nell’assunzione di responsabilità. Vive in un mini appartamento affittato dall’Associazione, in semi autonomia vigilata con Andrei Varga, che è stato con noi in casa 3 e ne è uscito ormai già da quattro anni: debbono mantenersi col loro lavoro per vitto, vestiario, bollette e spese personali.

In Casa 2 resteranno allora per il prossimo anno sociale Denisa, Marcel, Ciprian, Manuel e, finché si sposa, Andrea.

 

In Casa 1 abbiamo avuto dallo scorso inverno l’uscita definitiva di Vali, tornato – di comune intesa - in regime assistenziale all’orfanotrofio Statale della Protectia Coopilor (Protezione dei Minori). Sua sorella Diana che frequenta a Baia Mare una scuola professionale abitando in collegio della Protezione dei Minori, e torna a Sighet, in casa-famiglia, nei fine settimana e nei periodi di vacanza. Restano fissi in casa:  Baronizza, Stefan, Andrei, Alin, Mugurel, Adela e Maria.

Baronizza cresce in fretta, ormai è donna e si può pensare anche per lei dal prossimo anno l’entrata in appartamento a regime di semi-indipendenza. Quando Andrea di Casa 2 si sposerà, noi avremmo complessivamente, tra le due strutture di Casa 1 e 2, solo 10 ragazzi da assistere stabilmente.

Siccome il costo della vita in Romania è in continua crescita, non avendo ancora per il momento una fondazione economica che offra una sufficiente garanzia di mantenimento, stiamo seriamente pensando di unire in una sola struttura, dal prossimo autunno 2015, i ragazzi che sono seguiti nelle Case 1 e 2. L’idea sarebbe di spostare tutto in Casa 2 e mettere a reddito la struttura più grande di Casa 1,  sempre che riusciamo a far decollare un progetto di “Bad and Breakfast”.

In casa 3 la situazione appare globalmente la più armonica, in piena sintonia con lo stile di vita medio di una normale famiglia rumena. Sono in tutto nove, tra ragazzi e bambini. Norbi è il più grande, vive in casa, ma lavora seriamente ormai da quattro anni e sarebbe anche pronto a stare in regime d’indipendenza se non fosse per le gravi pressioni che riceve dalla sua famiglia di origine che consigliano ancora per un po’ una sistemazione abitativa protetta.  

Il servizio di accompagnamento dei ragazzi, usciti dal regime normale di casa-famiglia, è affidato all’educatrice Laura Sulea, col sostegno del segretario generale dell’Associazione Il Quadrifoglio, sig. Dan Pralea. Seguirli in questo regime di semi-autonomia , non è meno impegnativo di quanto non lo sia star dietro a tutti gli altri che restano nelle case. C’è un salto di vita che i ragazzi stanno compiendo, c’è un impegno che cambia anche per l’équipe educatrice e per l’Associazione che deve comunque ancora sostenerli economicamente, benché in forma più contenuta.

Per fronte al fabbisogno generale e per avviare al lavoro i ragazzi più grandi, già dallo scorso anno, come annunciavamo, è sorta la ONG rumena  1,2,3… Viitor : un gruppo di amici imprenditori hanno avviato due esercizi commerciali nella città di Sighet: una macelleria e un negozio di abiti usati.

Dobbiamo con onestà riconoscere che gli affari vanno a rilento. Il negozio di vestiti riesce a chiudere il bilancio in pareggio, garantendo il lavoro a due dipendenti.

La Macelleria invece, dove lavorano Mihai e Andrei è ancora in passivo. Un ulteriore investimento dovrebbe consentire l’apertura di un nuovo punto vendita attraverso il quale si spera aumentino le vendite e quindi i ricavi così da costituire in un paio di anni una rendita per le case del Progetto Quadrifoglio.

Il bilancio preventivo delle tre case, resta invariato rispetto all’anno precedente, quindi  sui 160mila euro complessivi. Infatti per tutto il 2015 restano comunque aperte le tre strutture che hanno notevoli spese di mantenimento,  cui vanno aggiunti i contributi per Ioana e gli altri ragazzi che  vivono in regime di semi-autonomia. Il bilancio può apparire elevato, in realtà è al limite della sufficienza perché i costi della vita in Romania sono così cresciuti da avvicinarsi per molti generi di consumo (tra questi il gas, necessario al riscaldamento, e la benzina) a quelli dei paesi occidentali.  I salari che diamo sono ormai i minimi consentiti dalla legge e solo la gravissima crisi occupazionale ci consente di poter contare sui dipendenti che fin ora ci hanno aiutato a tener in piedi le tre strutture. I contributi statali sono praticamente nulli.

 Come già accadde lo scorso anno, per far fronte alle spese del prossimo mese di dicembre abbiamo praticamente azzerato il conto della Lega Missionaria Studenti. Senza voler esser patetici,  debbo con onestà comunicarvi come stanno le cose: da oggi, data in cui ho trasmesso gli ultimi due bonifici sui nostri conti rumeni, non abbiamo più liquidità.

Sono anni che andiamo avanti nella precarietà, ormai lo sapete. La crisi si sente un po’ in tutti gli ambienti ed inevitabilmente tocca anche il mondo della solidarietà. Le donazioni sono in forte diminuzione, ma senza di esse dovremmo realmente chiudere tutto.

Vi immaginate cosa comporterebbe una decisone del genere?

Mi sono dilungato nell’esposizione dello status delle case, per rendervi partecipi, citando anche i nomi dei ragazzi, del percorso compiuto in dodici anni e dei progetti per il futuro. Per loro noi siamo stati fin ora strumento della Provvidenza e senza il vostro aiuto non avremmo mai potuto iniziare nulla. Col cuore pieno di gratitudine per tutto ciò che è stato realizzato, mi permetto di chiedere ancora una volta un vostro contributo  per garantire il mantenimento delle Case - Famiglia. E’ un aiuto che ci consente di andare avanti e a guardare con fiducia al futuro dei ragazzi.

Rinnovo l’invito a venire su per conoscere i nostri ragazzi e visitare le strutture che grazie a voi abbiamo avviato. Vederli di persona, constatare il loro livello di crescita è qualcosa che tocca profondamente e consente di attualizzare il Dono di Dio che è amore gratuito. Questo è ciò che anima da anni i nostri volontari e consente loro di andare avanti nel sostenere il Progetto, remando spesso controcorrente.

Il Signore Gesù che tra poco tornerà a nascere nei nostri cuori, ci doni di sperimentare la gioia di saperci collaboratori della sua opera di salvezza verso i piccoli e i poveri.

E la gioia del Signore sia la nostra forza!  Buon Natale a tutti            

 

  P. Massimo Nevola s.j.

 

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